Primo Festival Internazionale di Poesia di Parigi
This post is also available in: Catalan Spanish French

L’associazione, creata solo due anni fa, «si è sviluppata essenzialmente grazie ad internet», sottolinea il responsabile, il poeta francese Yvan Tetelbom. Così è stato possibile riunire oltre 170 poeti da 5 continenti, per condividere le loro creazioni e visioni con il pubblico e tra poeti. Una contraddizione alla convinzione che «gli uomini hanno maggiore immaginazione per fare la guerra che per capirsi», secondo le parole del delegato per la pace che presiede il festival.
«La pace, in ogni caso, è qualcosa che ci farà discutere molto» precisa Tetelbom. «Non pensate che un iracheno abbia lo stesso concetto della pace di un europeo». L’intenzione di questo incontro internazionale «non è né essere un richiamo turistico, né animare le serate parigine, ma promuovere l’incontro per favorire la creazione poetica». Così dichiarano gli organizzatori del festival, che nonostante l’aiuto ottenuto dall’Unesco e dal Comune di Parigi, si sono sentiti «abbastanza soli» nel momento del finanziamento. Per adesso non è ancora stato deciso se dargli una periodicità annuale o biennale.
Dal Senato al cimitero
«Vogliamo far uscire la poesia dalle accademie e dall’astratto. Quello che ci interessa è il lato popolare della poesia» afferma ancora Tetelbom. L’originalità di questo festival risiede nel fatto che non si svolge solo nei tipici salotti chiusi di lettura. Gli eventi comprendono letture in bar e ristoranti come il mitico Café de Flore, passeggiate per il luoghi letterari di Parigi e perfino «una gita per le tombe dei grandi poeti sepolti nel cimitero Père Lachaise», oltre ad un atto nel Senato sul tema: “Come cambiare il mondo senza prendere potere?”. Non si confonda, però: «La poesia che proponiamo non vuole fare la rivoluzione per fare la rivoluzione, ma attraversare i problemi contemporanei, attaccarsi al suo tempo in un mondo globalizzato per permettere di rappacificare le menti. Vogliamo fare le giuste domande; per le risposte, che ognuno guardi dentro».Uno Tsunami e un poeta di 12 anni
Tetelbom assicura di aver scommesso moltissimo sulle nuove generazioni di poeti. Tra loro ci saranno l’improvvisatore rapsodo Tsunami e Israel Echevarría, poeta boliviano di appena 12 anni, disposto a condividere i suoi versi precoci, pieni di esprit. Tra i partecipanti la francese Claude Ber, il tunisino Tahar Bekri e il francoargentino José Muchnik. Dopo decenni di sonno, nei quali Parigi ha smesso di essere centro mondiale della creazione e della diffusione poetica, forse questo rendez-vous è di buon auspicio perché «si risvegli l’Uomo e la poesia» nella ville lumière.
Per maggiori informazioni su programmi e prenotazioni, clicca qui.
Foto Parigi (Peter Blapp/Flickr); Foto Yvan Tetelbom (YT)
Comments
sono un poeta; mi piacerebbe partecipare a una prossima edizione del festival. grazie.
je suis daccord!!
c clair et net les amis!
la vie change chaque seconde ouiiiii:)
parfois faut faire attention
et pourquoi ne pas refaire ca une fois encore
faut surtout respecter ses idees
seulement ceux qui vivent ca peuvent savoir combien c difficile
lavenir est prometteur dans ce domaine
une idee parmis autres
c pas si difficile que ca non?!!