Ilaria La Commare













Nelle sue liriche s'intravvedeva una vena nostalgica verso la sua terra, la Sicilia. Terra che chiunque riesce ad amare semplicemente leggendo i suoi versi. Colori, presenze marittime, luci, suoni, e silenzi. Quei silenzi, graficamente espressi tramite gli spazi che lasciava – di proposito – all'inizio di alcuni versi, quelli più significativi. Le sue “acque di sale/          nel sole”, allitterazioni luminose, rinviavano all'infanzia, alla ricerca di una felicità solenne e al tempo stesso semplice. Preponderante la presenza di verbi coniugati al futuro, a proiettarsi nel domani vivendo l'oggi come ingombrante fardello. Un domani costellato di nostalgia, di passato che ritorna.
Le rendiamo omaggio con Grani di tiglio, con i suoi giochi di parole che ritornavano anche nella prosa, una prosa a tratti poetica, vulcanica, originale.

Grani di Tiglio

Grani di tiglio
Intesseremo le nostre estati
Cantando in terrazze di isole
Sfiorando le acque di sale

        nel sole

Bruceremo in silenzi
nel giorno che batte
Giocando con dolci di acque
sotto le lenzuola dei fili
Sentiremo la vena
Vivendo le voci


Di piazze di pietra


        Tappeti di tiglio

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